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OKTOBERFEST 2004
ricordi,
immagini e racconti di
150 italiani a Monaco
PRIMO GIRO
SECONDO GIRO
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Primo week end all'
oktoberfest. 2004
24 Settembre
Forse il migliore di questi ultimi anni nonostante
il tempo inclemente non ci abbia dato tregua per
tutti e tre i giorni.Si parte pieni, in tutti i
sensi, sia in termini di posto che di tasso
alcolico.
I cori "monacooo..monacoooo.. ce ne andiamo, ce
ne andiamo, ce ne andiamo a Monacò.." si
smorzano prima delle 2. L'alcool è più forte dei
novanta chili del capocoro
Si prosegue spediti. Di notte si dorme, non si fuma
e si interrompono le continue esigenze fisiologiche
che saranno invece il tema del viaggio di
ritorno.Sugli schermi del bus scorrono le immagini
di Basic instict, ma non ditelo a nessuno.
Alle 8 siamo in hotel. Un po’ presto, le camere
non sono ancora pronte. Ci danno una sala dove
lasciare i bagagli e cambiarci. Mentre fuori piove a
dirotto, i preparativi ricordano quelli delle
giornate sullo snò: si mettono maglioni, scarpe
pesanti, qualche bicchiere di vodka nello stomaco.
Poi via. Pullman e festa. Sono solo le 9 ma il fiume
di gente è già in piena. Dieci minuti a piedi dal
pullman alla festa per incontrare sui cancelli del
Oktoberfest un giovane che , piegato su se stesso,
rimette l’anima sul selciato. Sono le nove e tutto
è ancora intatto, la festa praticamente non è
ancora cominciata, com’è possibile che uno stia
già vomitando?
Guardo meglio e mi accorgo. Sentimenti contrastanti
m scuotono, sorpresa mista ad orgoglio e tenerezza:
è uno dei nostri.. È uno dei nostri! Perché non
ho la macchina fotografica? Perché?
Ci fondiamo all’HB. Piena, non si trova posto. Si
bussa alla Spaten. Piena. Niente da fare. Alla
Paulauner c’è fila, dicono che hanno aperto da
poco.. Ci mettiamo in fila approfittando
dell’ombrello di qualche giovane biondina locale.
Davide fa l’italiano e ci prova... senza
successo..
Dentro solita festa, troviamo un tavolo prenotato a
partire dalle 16,00. Siamo sistemati. Partono i
soliti brindisi collettivi, praticamente sempre sul
tavolo. Da ricordare su tutte Kahtrine, prototipo di
donna tedesca nei sogni dei giovani italiani. Alle
15 passate da poco ci fanno abbandonare il tavolo
per “motivi di rigetto”.
Torniamo in hotel per doccia e recupero di energie
necessarie per la serata.
Come si sa i progetti non sempre vanno in porto:
c’è chi steso a letto non ricorda più di essere
al mondo, chi viene abbandonato in hotel da ex amici
a cui si lanciano malocchi continui (lo so per
certo..) e altri che usano la notte per quello per
cui la notte è stata creata. Pensateci un po’.
Si parte in orario il giorno dopo. Canzoni
brasiliane ci accompagnano per 200 km fino alla fine
delle birre comprate da Lucas..
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