Secondo
week end all' oktoberfest. 2004
1 Ottobre
Seconda settimana, si parte con due pullman questa volta. Dovrei essere agitato
forse. Partiamo in cento per Monaco e in qualche modo mi sento un po’ di
responsabilità addosso. Insomma cento persone sono parecchie, molte le ho viste
solo di sfuggita, altre non le conosco neppure. Invece, di agitazione neanche
l’ombra. Ci troviamo in largo anticipo al bar della stazione di Cadorna, nel
modo più naturale possibile. Arrivano i ragazzi di Torino e ordinano birra.
Sono allegri. In modo positivo e fanno subito un bel clima. Pian piano ci si
raduna tutti li. Arrivano anche i ragazzi di Bologna con le tre attesissime
bolognesi sole al seguito. Che ,a vederle, tanto sole non sembrano . arrivano
anche Silvia e Maria che non passano certo inosservate inosservate, arriva
quello che sarà il gruppo pastore, arrivano le due affascinanti savonesi, e
anche gli ultimi aggregati Rossella da Piacenza e accompagnatori. Arrivano
gli americani di New York. Arriva il gruppo Paullo- Blu bar .
Il primo pullman capitanato da un Marco in insolita tenuta altoatesina parte in
orario alle 22,30 . Il nostro parte a mezzanotte, è il pullman che fa avanti e
indietro senza dormire, quello più economico , quello più essenziale, e , devo
dire quello con la più alta partecipazione femminile, che all’oktoberfest è
sempre preziosissima.
Partenza in festa, il secondo autista, nonché proprietario del pullman mi entra
un po in sbattimento per qualche urlo di troppo, ma comunque si mantiene
equilibrato. In fondo il gruppo Bologna fa Balotta, come dicono loro, ed è una
bella balotta.
Si fanno le due, fermata strategica in autogrill. I giovani bolognesi rientrano
belli tranquilli. Veramente “stupefacente”. Le voci si smorzano le luci
scendono e ci si immerge nella notte. Tutto bene fino alle 5,30 fino al momento
in cui Silvio, (vedi che mi ricordo di te..?) denuncia una particolare fragilità
di stomaco rimettendo su zaini giubbotti e sedili degli amici. Nuova fermata
obbligata quasi a bordo strada: sono quasi le sei: è l’ora delle pulizie.
Silvio si da da fare, ma ciò non gli risparmia le maledizioni di mezzo pullman.
Certo non si poteva aspettare ringraziementi.
Imprevisto superato: si riparte.
Una volta arrivati agli stand ci si perde subito. Noi rimaniamo in un gruppo di una decina di persone.
Entriamo, come tradizione vuole, all’HB.
Tiriamo fino al primo pomeriggio poi si dedica la giornata a Monaco che vista
sotto l’effetto eccitante della birra acquista una dimensione quantomeno
insolita.