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Parlando del menestrello King Creosote abbiamo già fatto notare come, oltre al Canada, uno dei paesi più interessanti quanto a scena musicale sia senza dubbio la terra di Braveheart. Gruppi storici come Simple Minds o Primal Scream e numerose band ormai cult della scena indie testimoniano di un paese musicalmente vivace come pochi. Eccovi allora qualche nome in più. |
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“YOUNG TEAM” – Mogwai
Genere: post rock Anno: 1997 Chicche: Like Herod, Mogwai fear Satan, Tracy Formatisi nel 1995 con un nome preso in prestito dal film Gremlins di Joe Dante, i Mogwai sono LA band di riferimento – assieme ai Tortoise ed ai Godspeed You! Black Emperor – della scena musicale post rock. Rimandiamo a quanto scritto dei GSY!BE nelle cartoline dal Canada, se non per dire che “Young Team” rimane ancor oggi l’apice ineguagliato della band di Glasgow. |
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“THE THREE EP’S” – The
Beta Band Genere: alternative pop Anno: 1998 Chicche: Dry the rain, Dogs got a bone, The house song L’album d’esordio di una band straordinaria, scioltasi – ahimè – nel 2004, è una raccolta dei primi pezzi usciti tra il 1997 e il 1998 e con i quali la Beta Band si è fatta conoscere al vasto (?) pubblico. Un mix pazzesco e gustosissimo di stili anche diversissimi tra loro, dall’hip-hop al folk, dall’elettronica al rock. Il termine “capolavoro” viene spesso abusato, soprattutto in rubriche come la nostra, ma in alcuni casi è l’unico aggettivo appropriato. Come in questo. |
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“FIFTH COLUMN” –
U.N.P.O.C. Genere: alternative folk-rock Anno: 2003 Chicche: Amsterdam, Here on my own, Some kinds of people Dietro alla sigla U.N.P.O.C. (da una scritta romana di un monumento di Princes Street ad Edimburgo, tradotta dal Nostro in un improbabile “unable to navigate, probably on course”) si cela Tom Bauchop, che in passato aveva collaborato con King Creosote con cui condivide il particolare talento di saper fondere la tradizione delle sue terre con l’alternative rock tipicamente indie che a noi tanto piace! |
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“FRANZ FERDINAND” –
Franz Ferdinand Genere: alternative rock Anno: 2004 Chicche: Take me out, Matinee, Darts of pleasure Un album che non ha bisogno di presentazioni e la cui importanza “storica” – a due anni dalla sua uscita – non può passare inosservata, per l’influenza che ha esercitato su decine e decine di band in questi ultimi anni. Un disco che non può mancare nella collezione di chiunque ami la musica rock. |
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“WOLVES” – My Latest
Novel Genere: alternative folk-rock Anno: 2006 Chicche: The reputation of Ross Francis, Learning Lego Cinque ragazzi di Greenock, vicino a Glasgow, che si dicono grandi fan di Low e Smog (per quanto riguarda la musica) e di Kerouac e Huxley (per i testi), debuttano con l’album “Wolves”. Questo curioso miscuglio di folk e post-rock dalla forte attitudine indie (ma i “grandi” ci han già messo le mani sopra: l’etichetta è V2) si è rivelato come una delle sorprese positive del 2006. |
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“EYES OPEN” – Snow
Patrol Genere: pop-rock Anno: 2006 Chicche: Shut your eyes, Open your eyes, It’s beginning to get me Nati nel 1994 ed esplosi nel 2003 con l’album “Final Straw” (album dell’anno in UK), riecco i Snow Patrol, acclamatissimi in patria ma poco conosciuti qui da noi. Eppure la cosa sorprende: “Eyes Open”, il quarto disco in studio del quintetto scozzese, sembra puro college rock americano, stile Gin Blossoms per intenderci, orecchiabile e leggero e con la bella voce di Gary Lightbody, l’ideale per ogni stazione radio un minimo commerciale. Vedremo. |
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“COSTELLO MUSIC” – The Fratellis Genere: punk-pop Anno: 2006 Chicche: Ole black n’ blue eyes, Chelsea Dagger, Henrietta Il “miglior album di debutto 2006” in Inghilterra è un bellissimo esempio di britpop solare e contagioso, spruzzato di punk e di ska, dai ritornelli allegri che ti entrano in testa e non escono più. Gli autori sono tre ragazzi di Glasgow, che hanno scelto il nome della band non tanto ispirandosi alla famiglia italo-americana di briganti che inseguiva i Goonies quanto al cognome del bassista, Barry Fratelli. “Ole black n’ blue eyes” è un gioiellino, sembrano dei Beatles moderni, mentre “Chelsea Dagger” e “Flathead” nella loro semplicità sono trascinanti come poche canzoni sanno essere. Quanto al nome dell’album, il riferimento non è quello più ovvio, ossia Elvis Costello, ma riguarda il tastierista del gruppo del film Still crazy, Tony Costello. |